Una giornata all’Arco Magno

Questa volta eravamo preparati.

Scarpe da ginnastica e macchina fotografica.

Un immenso piacere per i piedi e gli occhi.

Nessuna terribile avventura o strani passaggi in macchina.

Avevamo gli orari degli autobus alla mano, rivolti verso San Nicola Arcella.

I biglietti si possono fare tranquillamente a bordo e il conducente ci indica gentilmente dove dobbiamo scendere e come arrivare alla fermata del secondo bus della giornata: un piccolo pullman che ogni mezz’ora fa il giro del paesino portando i bagnanti a mare e dal mare a casa.

Ci fermiamo alla spiaggia della Marinella.

Ora è il turno di un percorso ricavato nella roccia per poter arrivare all’Arco Magno.

Non è messo in sicurezza e i cartelli segnano “pericolo di caduta massi”.

Siamo ancora di più decisi a continuare.

Sono tanti i turisti che seguono come noi questo sentiero.

Nonostante siano solo le 10 la spiaggetta è quasi piena.

Le dimensioni della Spiaggia di Enea sono ridotte.

Sembra che qui gli esploratori trovassero un posto sicuro dove insediarsi, facendolo diventare il loro piccolo paradiso terrestre.

Persino Enea, infatti, passò da questa mitica insenatura dopo la caduta di Troia.

L’acqua è molto pulita, sembra di stare in piscina.

Una piscina in cui arrivano canoe, pedalò, barche.

Forse è anche per questo che dopo pranzo perde un po’ il suo splendore.

Così, chi a piedi, chi a nuoto, andiamo verso il secondo arco, più piccolo ma con molte meno persone per un ultimo bagno infinito in questa laguna naturale che non vorremmo abbandonare.

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